mercoledì 8 febbraio 2012

SCAVARE IL PROPRIO BARATRO DA SOLI SI PUO’:LE GIUSTIFICAZIONI CHE MOSTRANO LA REALTA’ MENO CRUDELE.

Vi è mai capitato di cominciare una conoscenza consapevoli del fatto che si andava incontro alla propria fine?
Che quel ragazzo, proprio quell’eroe che tu adulavi come un dio non era altro che un carnefice dei tuoi poveri occhi a cuoricino? Eppure imperterrita sei andata avanti e alla fine hai sbattuto contro quel muro: il muro della nuda e cruda verità!
Quanto è facile per le nostre amiche dire: “io te l’avevo detto, però non mi ascolti mai”, oppure, “Visto? Ora stai male ma peggio per te io avrei fatto in questo modo…”
Facile parlare dall’esterno e soprattutto senza “gli occhi a cuore”.
Molto spesso mi sono trovata in queste situazioni ma devo ammettere che anch’io dispenso consigli dall’alto della mia “obiettività”, perché “non lo conosco e quindi sono più realista”.
Ma quante caxxate ci raccontiamo?
È inutile dire alla persona coinvolta quale sia la cosa giusta da fare tanto non riuscirà mai a prendere il toro per le corna.
Di solito si sguazza nell’incertezza e nelle bugie più stupide e ci si crede anche.
Adoro le scuse in cui ci illudiamo quando l’altro non ne vuol sapere nulla di noi!
E in questo sono uguali sia donne che uomini! Yeeee!!!
Ma passiamo in rassegna delle scuse più belle che utilizziamo per scavare al meglio la nostra fossa:
-   Se lui/lei è uno studente/essa sotto esame: “Poveretto, ha da studiare tanto,  figurati se perde tempo a rispondermi!” (ovviamente siamo sotto esame anche noi eppure…Tempo per lui/lei ne troviamo a palate)
-   Se lui/lei lavora: “Starà lavorando: non devo più stressarlo/a. Ha ragione”.
-   “Ha il silenzioso. Non avrà sentito”. (Se fosse davvero così, richiamerebbe, naturale).
-   “Non guarda mai il cellulare!” (!!!!!!......!!!)
-   “Esce da una storia lunga, sicuramente non ha voglia di innamorarsi e per questo mi tiene lontana/o”.
-   “Forse è uscito/a con gli amici. Ha bisogno di svago.Lo/a
 richiamo più tardi”.
-   “Starà mica dormendo? Si, ovvio starà dormendo”!
-   E dulcis in fundo… la giustificazione che merita il podio: “ Questa è una strategia. Vuole farmi innamorare di lui/lei… E’ troppo furbo/a!”.
Per parecchi anni sono stata una delle più fidate socie del “Circolo Delle Fosse” e per altrettanti anni la giustificazione che mi sono data per mantenere alto il nome della persona che mi si filava solo quando, dove e come avrebbe deciso lui è stata: “Ha deciso di vivere così! Non ama i legami!”.
E anche questa ovviamente sale sul podio!
E anche questa scusa mi ha portata col tempo a stancarmi, rivalutarlo e prendere le mie decisioni di conseguenza!
Perché poi ad un certo punto stancano e le giustificazioni non reggono più e così l’eroe diventa uno sfigato, la principessa una tra tante…
Quante bugie ci raccontiamo, anche se molto spesso col tempo scopri che a volte queste giustificazioni sono reali, esistono davvero e non solo nella nostra mente. Ma, in questi casi, si tratta soltanto di sporadiche eccezioni!
Per il resto, molto spesso vai incontro ad un muro con la consapevolezza che effettivamente non c’è niente da fare… Eppure vuoi salire su quella macchina da scontro perché ti affascina e aumenta l’adrenalina a mille…
Quello che ho potuto constatare in questi anni è stato che tentar non nuoce e soprattutto se vuoi una cosa vai e prendila.
Sembrano delle frasi fatte (il mio ex direbbe da Baci Perugina), ma l’importante è non avere mai rimorsi.
Ho fatto le peggiori “figuracce” agli occhi di alcuni ragazzi che mi sono piaciuti però almeno a differenza loro (che un minimo di attrazione o fisica o mentale la provavano per me) ci ho provato: è andata male ma tanto… LA RUOTA GIRA!

sabato 28 gennaio 2012

TRA IL DIRE E IL FARE, NEL BEL MEZZO CI SONO IO!

La settimana scorsa presa dalla solita ansia pre esame che mi affligge e mi tortura, sono stata alla Mondadori in piazza Duomo per cercare la traduzione delle opere di Yeats.
Ne approfitto per ringraziare il mio prof. Di Letteratura inglese per avermi spinta ad odiare Yeats che non mi ha fatto nulla di personale e il gaelico. Grazie Prof.
Non ho trovato nulla.
Così ho cominciato a spulciare tra le novità e le offerte.
Questo è uno dei periodi che adoro di più: ci sono gli sconti sui libri e hai la possibilità di trovare delle “chicche” che magari durante i periodi normali non avresti mai visto…
Mi sono ritrovata di fronte allo scaffale dedicato a Fabio Volo e devo ammetterlo: ero molto scettica.
Devo dire che per quanto riguarda la lettura sono parecchio esigente e molto spesso guardo con aria di sufficienza questi nuovi “scrittori” ma devo ricredermi. Faccio un mea culpa! Può bastare???
A Natale un mio carissimo amico mi ha consigliato “ E’ una vita che ti aspetto” appunto di Fabio Volo e così, sabato scorso proprio quel libro tra tanti mi ha scelta…
Tornata a casa con  il mio solito scetticismo apro il libro e comincio a leggerlo.
Non mi sembrava vero: la lettura era scorrevole e soprattutto piacevole.L’ho letto tutto d’un fiato e a mezzanotte dello stesso giorno era già finito.
È la storia di un uomo di 35 anni che arrivato nel mezzo del cammin della sua vita decide di affrontare le sue paure e le sue ansie e soprattutto decide di vivere.
Un tema parecchio pesante che però Fabio è riuscito a raccontare con molta leggerezza e ironia.
Lo consiglio a tutti perché diciamo la verità noi ragazzi siamo tutti, chi più chi meno, afflitti da “disordini”, io in primis…
La mia vita è in continua evoluzione e molto spesso non riesco a riconoscermi neanch’io!
La paura del domani, la paura del presente ci affligge, abbiamo tutto ma ci sentiamo di non aver nulla tra le mani.
A volte l’amore ci stordisce, le passioni ci travolgono e l’istinto molto spesso regna sovrano facendo dei disastri allucinanti!
Altri invece sono schiavi della ragione, i classici “cultori dell’obiettività” (il mio ex storico era uno di questi…che rabbia) ponderano tutto nei minimi dettagli. Ma anche in questo caso è un gran casino.
Quindi sia noi incredibili istintivi che voi razionali sfegatati, ci troviamo sulla stessa barca: in perenne oscillazione!
Per quanto mi riguarda sono sempre in mezzo tra il dire e il fare: da secchiona quale sono, so sempre qual è la risposta giusta ma purtroppo agisco sempre nel modo sbagliato perché nella maggior parte dei casi mi lascio trasportare dagli eventi e dal “cuore” trovandomi molto spesso in situazioni che io stessa avevo predetto. E in questi casi non posso far altro che maledermi: Maledettissima me!
Stupidità? Può darsi… ma di fronte allo scorrere degli eventi (soprattutto se si parla di “robe sentimentali”) sfido chiunque ad essere razionale e soprattutto a fare sempre la cosa giusta.
“E’ una vita che ti aspetto”  è stata l’ennesima conferma di quanto sia importante volersi bene e amarsi per affrontare al meglio ogni situazione che ci viene offerta sul famigerato “piatto d’argento”.
Quindi leggetelo, amatevi e amate che siamo ancora giovani e belli!
(oggi mi sento dispensatrice di ottimismo).
Con affetto,
la vostra 
R.N.F.

lunedì 16 gennaio 2012

IL RISVEGLIO DELLA GUERRIERA...QUANDO LA PAROLA NON BASTA.

A che se ne dica non mi sono mai sentita perdente o una che non ha la forza di lottare anche se, magari a chi non mi conosce, posso dar l’idea di una persona debole e senza spirito d’iniziativa. Il solito “porto sicuro”, la ragazza senza infamia né lode.
Ma crescendo ho capito che non è il caso di dimostrare tutta la forza che hai in te  e senza indugiare vado avanti per la mia strada lasciando pensare agli altri un po’ ciò che vogliono.
Molte situazioni, non avrei potuto affrontarle senza la forza di volontà (ed aggiungerei il cervello) e soprattutto non sarei venuta fuori da periodi bui che hanno segnato la mia vita.
Come ho già detto, sono una single, ultimamente per scelta mia (ma non nego e non mi vergogno di ammettere che molto spesso è stato per scelta degli altri) e recentemente c’è stato il RISVEGLIO DEL GUERRIERO che c’è in me che, a dir la verità, avevo messo a riposto per un pò.
Non sono un’ ipocrita e devo ammettere che in questi anni mi sono lasciata cullare da quello che chiamo “FANCAZZISMO SENTIMENTALE”: ho represso ,per una convivenza più tranquilla, il mio lato da lottatrice che avrebbe fatto scappare dopo qualche giorno il  “Bell’ex”  di turno! (perché diciamocelo chiaramente: molti ragazzi davanti ad una ragazza che sa ciò che vuole scappano…).
Ma la guerriera è tornata in concomitanza con l’inaspettato arrivo di “Biciclette”(ragazzi con la testa non tanto a posto), omaggio di quel gran burlone di Babbo Natale.
Babbo Natale, la prossima volta, se proprio devi, prima di spedire queste sorprese assicurati che siano efficienti al cento per cento!
E così, con mio grande rammarico ho dovuto ancora una volta mettere i puntini sulle I con più di qualche “bicicletta a ruota libera".
Chi più chi meno ha avuto la propria porzione di quello che un mio caro amico definirebbe  “scoppiamento di palle” che però per il gergo femminile sono semplici puntualizzazioni per far capire alle mal funzionanti "Biciclette" che noi siamo le “diverse”. Se voi non ci arrivate come dobbiamo fare?
Come facciamo a spiegarvi che dopo qualche uscita e qualche bacio in più molto spesso siamo coinvolte e non vogliamo le classiche storie occasionali??? Che il limbo ci stressa e non vogliamo essere quella tra le tante ma quella e basta?
Ma come al solito, siccome sono l’anti-strategia ammaliatrice per eccellenza, probabilmente sbaglio sempre i toni e i modi per farlo.
Di solito in amore non sono una stratega: da quando ho iniziato a considerare il sesso opposto come interessante, ho sempre trasformato i miei pensieri in azioni anche  perché sono convinta che le strategie prima o poi vengono smascherate …
Ma molto spesso invece di stimare il mio comportamento limpido e coerente, i ragazzi si flashano con quella categoria di donne che io definirei le “ammaliatrici” : quelle che ti riempiono di punti di sospensione e poi ti fanno rimanere con la suspance, nel senso che effettivamente il ragazzo scava scava ma a parte l’occhio sibillino non trova nulla che gli riguardi.
Bene, io non sono questo genere di ragazza che però stimo in quanto se solo riuscissi a fare i giochetti mentali avrei in mano delle situazioni che in questi anni ho perso.
Una cosa che però consiglio alle ragazze è senza dubbio il linguaggio del corpo!
Parlare sempre anche con il corpo per mandare degli indizi alla "bicicletta" perché se no la bicicletta...  non pedalerà mai!
Su questo sono ben afferrata ma solo perché madre natura mi ha donato questa caratteristica, anche se, quando la bicicletta mi prende proprio troppo divento un’ebete.
Tante volte mi è capitato di dare dei falsi segnali a ragazzi che mi piacevano e che purtroppo a causa dell’anti strategia e della mia ansia da presentazione/conoscenza ho perso… L
Dovrò mettere a punto questo mio "potere" a quanto pare, di cui la stragrande maggioranza delle ragazze è fornita!
Ma la guerriera è tornata. O almeno credo…


R.N.F.

domenica 15 gennaio 2012

CI VUOLE TANTA PAZIENZA.UN INIZIO SBAGLIATO.AVRANNO RAGIONE I MAYA?

Sono passati quindici giorni dall’inizio dell’anno nuovo e direi che posso anche arrendermi al fatto che mi aspettano altri e 11 mesi di non so che!
Se il buon giorno si vede dal mattino, il mio 2012 è veramente l’anno delle CATASTROFI.
Ho terminato il 2011 con punti interrogativi, rotture e ritorni.
Ritorni si fa per dire in quanto quella che ritorna sempre a sbagliare sono io.
Nel 2011 infatti sono stata la fidanzata "im-perfetta” del ragazzo “perfetto”, e poi sono tornata nel mitico club delle “solitarie” con non pochi problemi di adattamento.
Effettivamente ultimamente un po’ zitella mi ci sento: sono sempre acida, odio il genere maschile e penso sempre e solo a me.
Ma come  al solito non ho smesso, anche se non voglio ammetterlo, di cercare di innamorarmi.
Con risultati pressoché indicibili  perché non riesco a trovare l’uomo della mia vita e mi imbatto sempre in storie campate in aria con ragazzi EASY (vedi post sotto) che come al solito non vanno oltre alle due settimane di frequentazione.
E dire che ultimamente diversamente  da quanto è accaduto in passato, la bicicletta non me la sono di certo cercata io, ma mi è stata benevolmente regalata dal destino infame.
Un 2011 finito col botto e un 2012 cominciato senza il minimo nesso.
Abbandonata l’idea di frequentare qualsiasi tipo di tipologia maschile,(ormai non voglio più sentir parlare neanche del mio gatto maschio anche lui), mi sono buttata nello studio e anche lì: TRAGEDIA!
Fortunatamente la voglia di scappare dalla mia università è talmente forte che anche se  non ho assolutamente nessuna voglia di studiare mi costringo a farlo. I risultati non sono ottimali, ma almeno ci provo!
Inoltre il “coinquilinaggio” è arrivato all’esasperazione.
Io e la mia dolce metà( la mia cara Pit, coinquilina da ormai 5 anni), siamo ormai giunte ad un livello di stress “casalingo” improponibile che ci porta molto spesso a guardarci e comprenderci in un solo istante: il “Gobbo”(nome in codice della terza abitante della casa),  deve essere affrontato. Prima o poi ce la faremo!
Altra cosa che mi angoscia e mi consola al tempo stesso, è che attorno a me è come se fosse passato Attila: storie finite male dappertutto, amiche nella mia stessa condizione e single! Tanti, troppi single.
Ma sarà mica l’anno dei single il 2012?
Se così fosse sarei in parte tranquilla in quanto gli uomini della mia vita starebbero soli, almeno per un anno, e non avrei anche tutte quelle ansie che mi angosciano (ovviamente senza motivo) ogni qualvolta decidono di frequentare altre persone…

E così, come al solito, come ogni anno, come ogni giorno, con le mie fidate amiche ci ritroviamo ad analizzare ogni minimo dettaglio della giornata da quella più intensa, a quella depressa, a quella felice a quella ricca di particolari agghiaccianti o piccanti cercando una spiegazione.
Se esaminassero le nostre telefonate o i nostri discorsi, penserebbero al ricovero immediato al CIM. Ne sono certa!
E' un continuo andare di pippe mentali che si sovrappongono a quelle dell'altra e poi dell'altra ancora.
E' un circolo vizioso che ormai ci ha travolte tutte indistintamente: le fidanzata, le single, quelle "in frequentazione", le secchione e le lavoratrici!
Tutte ma proprio tutte!
D'altronde, le seghe mentali non vanno in vacanza!
Ma alla fine arriviamo sempre allo stesso identico pensiero:  non esistono più i ragazzi di una volta…
Ed in macchina, per strada, al supermercato, in università  sempre la solita canzone ottimista.
Ornella aiutami tu.


Amiche mie, vi voglio bene!
R.N.F.



venerdì 30 dicembre 2011

ECONOMIA EMOTIVA: SI PUO' !!!


Quante volte ci è capitato di carpire un mondo dietro un messaggio e costruire castelli di sabbia per un: -”si certo, ci vediamo stasera”; o altri abbozzi di frasi inviateci da un ragazzo?
E quante altrettante volte ci siamo nascoste dietro la convinzione di essere completamente padrone della nostra vita, che è tutto sotto controllo?
Ma smettetela e scendete dal pero! La verità è sempre la stessa: non gli piacciamo abbastanza!
“Il problema non sei tu ma sono io”
“In questo momento sto lavorando su me stesso,magari un giorno potremmo essere buoni amici,  ma non ora”
“La verità è che ho sofferto molto in passato e faccio fatica a legarmi a qualcuno”
“Ho smesso di amare dopo la mia ultima storia: non mi innamorerò mai più. L’amore non esiste”.
Scuse,  bugie, giustificazione che lui racconta e che noi beviamo tutto d’un sorso…
Da premettere che ho trascorso la mia adolescenza dietro ai classici ragazzi sbagliati e, giunta all’età di 24 anni credo di dover fare un MEA CULPA per tutte le volte che, nonostante l’evidenza andavo spavalda incontro all’inesorabile destino: beccarmi un bel NO velato da parole che neanche Dante sarebbe riuscito a dire di fronte a Beatrice…
Della serie:RITENTA E SARAI PIU’ FORTUNATA, magari è solo una condizione passeggera … Ma dopo due giorni lo vedevi avvinghiato e innamorato di un’altra.
Eppure capirli è così semplice ma molto spesso non riusciamo ad accettare che il nostro oggetto dei desideri, il nostro eroe, il nostro grande amore, non sia d’accordo noi e anzi, non voglia saperne nulla di noi.
Se un ragazzo ti dice NO vuol dire NO.
Se un ragazzo ti dice SI vuol dire SI (sono cresciuta a pane e “La verità è che non gli piaci abbastanza” ).
Sono giunta alla conclusione che non  è necessario strapparsi i capelli per un ragazzo, non è salutare stargli dietro come fa un cane con il suo padrone, non è necessario intraprendere una vera e propria battaglia di conquista.
E tutto questo perché sono SEMPLICI… Molto spesso talmente semplici da risultare stupidi.
Loro, poveretti, molto spesso si accontentano della tua esteriorità senza porsi il problema di quello che pensi, dei tuoi valori.

Poi un giorno credi di aver trovato il ragazzo giusto: quello che ti riempie di complimenti, che si interessa a te per quello che sei e non per quello che appari, che dice di amarti con i tuoi mille difetti; ha troppe attenzioni e non vorrebbe mai allontanarsi da te.
Ma anche questo fantomatico uomo perfetto ha in serbo per te la sorpresa: una sorpresa che ti fa crollare il mito adolescenziale del principe azzurro.
Anche lui ,l’uomo perfetto, ha delle deterioranti imperfezioni.
C’è chi è troppo legato alla mamma, c’è chi sente troppo il peso del fratello più grande, c’è chi ha la sindrome da Peter Pan .
Ma  la categoria più temuta è senza dubbio quella degli “EASY”.
Gli easy sono quelli che si sono mollati da  poco tempo con la ex e quindi vogliono spassarsela e quindi ti dicono che hanno bisogno dei loro spazi e che per il momento non vogliono rinunciare a te ma vogliono un rapporto meno avvincente. Oppure sono quei single convinti che non vogliono seccature e siccome hanno trovato una buona chimica con te vogliono tenerti buona finchè non arriva la donna della loro vita.
In comune hanno il fatto che non vogliono precludersi né la possibilità di frequentarti ma soprattutto la possibilità di frequentare altre persone contemporaneamente.
Incontrarli sulla tua strada è la cosa peggiore che ti possa capitare perché ti confondono, ti portano all’esasperazione e soprattutto ti fanno crollare l’autostima.
La soluzione anche in questo caso è pensare che dietro quelle belle parole e quegli atteggiamenti da innamorato si nasconde la verità: il mostro del ragazzo easy è in agguato e aspetta solo che tu ti sciolga completamente e dimostri tutto il tuo amore.
Poi si stancano, perché di solito a loro non piacciono le certezze e ti mollano lentamente. In sordina, giorno dopo giorno spariscono e una delle scuse più quotate è senza dubbio: “ Ho troppo da fare, prossima settimana usciamo insieme”.
Non vi fidate di queste parole: non usciranno mai con voi!
Non ci sarà mai un appuntamento, perché molto probabilmente sono già tra le braccia di un’altra, povera ragazza da salvare!

Il problema principale secondo me è che i ragazzi fanno ECONOMIA EMOTIVA nel senso che prendono tutte le vostre energie e il vostro amore per poi regalarlo ad una che, più furba,  non li si fila neanche di striscio.
Ma le strategie di conquista non servono a nulla.
Se un ragazzo ti vuole ti accetta per quello che sei.
Quello che posso consigliarvi è magari tentar la via della religione e sperare che “SAN CULO” ci aiuti nelle ricerche…
Perché tanto: L’uomo Perfetto Non Esiste!





giovedì 1 dicembre 2011

EMOZIONE CHE PASSIONE #2 : LA STORIA INFINITA, IL FILM

Atreyu: Che cos'è questo nulla?
G'mork: È il vuoto che ci circonda, è la disperazione che distrugge il mondo e io ho fatto in modo di attrarlo.
Atreyu: Ma perché?
G'mork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente e questo è il modo più sicuro di conquistare il potere.

Mi sembra scontato e banale cominciare con la recensione di un film che è stato per  la maggior parte di noi  ex bambini di tanti anni fa, la colonna sonora della nostra vita.
Già il titolo mi pervade il cuore di emozioni forti: il Natale a casa, quelle atmosfere che non torneranno più, e noi bambini seduti sul divano con le luci soffuse come in una vera e propria sala cinematografica.
Ricordo ancora la prima volta che ho guardato questo film.
Devo ammettere che già da piccola i film e i cartoni animati non erano la mia passione… Atipica? Forse, ma il mondo è bello perché è vario e poi…la rarità va oggi di moda…
Adoravo leggere…
Probabilmente è stata proprio questa mia passione a farmi innamorare di questo film, questo "must have" degli anni’80 ma anche dei nostri giorni…
Ancor oggi non vedo l’ora che arrivi il Natale, nonostante lo streaming tutto l’anno, per guardare in tv La Storia Infinita.
Tante cose cambiano, ma alcune spero resteranno tali per sempre…
Siccome sono stata accusa di essere troppo prolissa e credo che sia inutile per noi amatori della  Storia Infinita riproporre la trama, posto il link per chi non conoscesse la vera storia di Bastian e del libro che gli ha cambiato la vita…

E' una metafora del mondo reale a partire dal titolo: LA VITA E' UNA STORIA INFINITA DI CUI SOLO TU PUOI SCRIVERNE LE PAGINE…
Il confine tra realtà e fantasia può essere varcato: basta solo un pizzico di immaginazione e tanto sentimento.
È questa la morale che raccontano i buffi personaggi della Storia Infinita.
È senza dubbio una storia ormai “retrò” : Bastian che per sfuggire ai bulletti della scuola si rifugia in una libreria da cui prende in prestito un libro enorme “La storia Infinita” che continua a leggere sulla soffitta della scuola, per evitare un’interrogazione(nessun ragazzino oggi si rifugerebbe in una libreria...)
Da qui parte tutto sia per Bastian, che si sente sempre più vicino ad Atreyu ,il piccolo eroe del mondo parallelo,sia per noi spettatori, catapultati nel mondo incantato di Fantasia pieno di luoghi e creature mitologiche come Mordiroccia, l'uomo di pietra, il maghetto col suo pipistrello rimbambito; la tartaruga gigantesca Morla; il fortuna-drago Falkor; una coppia gnomi; le sfingi e tanti altri.
E mentre Atreyu lotta contro Il Nulla anche noi spettatori riflettiamo sul significato di questa guerra.
Spesso, l'incapacità di sognare, si trasforma nel vuoto, il nulla appunto. Cosa sarebbe la nostra vita senza qualcosa in cui credere e sperare? Il nulla
Ma il piccolo Atreyu non è un eroe come tanti: non ha poteri supernaturali o spade dalla forza incommensurabile.
È’un eroe senza poteri che ha a disposizione soltanto intelligenza,volontà e sensibilità.
Quindi anche noi come Atreyu possiamo materializzare tutto quello in cui crediamo.
Semplice? Assolutamente no.
Ma erano altri tempi quelli in cui è stato girato il film… Mettiamola così…
Ma non è della nostra disperata condizione di ragazzi che crescono in un’era difficile di cui voglio parlare.
Anche sognare, rafforza la fiducia in se stessi … Almeno non esiste ancora la tassa sui sogni …
Sono sempre stata una persona molto sensibile e ricordo ancora che la scena dei bulletti mi fece emozionare: non capivo perché dei bambini volessero far del male ad un loro coetaneo.
Avevo solo 7 anni eppure il film mi aveva spiegato,  in maniera fantasiosa, emozioni forti che anche nella realtà struggono e feriscono: la morte, il perdersi per strada e l’affrontare ostacoli.
Mi immedesimavo in Atreyu prima e ovviamente nella Principessa di Fantasia poi…
Ho sofferto e gioito con i protagonisti e non smetterò mai di rivederlo per i prossimi Natali …
La vita è una storia infinita di cui noi stessi siamo scrittori e protagonisti … Non è una classica frase fatta ma la nuda e cruda verità…
Sarebbe esilarante trovare le istruzioni d’uso per il labirinto della nostra esistenza ma il bello è proprio questo: scoprire prova dopo prova, anno  dopo anno noi stessi e le nostre capacità nascoste…

 R.N.F.

lunedì 21 novembre 2011

GIAPPONE CHE PASSIONE: BENVENUTI IN PARADISO!

Premetto che non è facile ritornare al 2008, anno in cui è nata la mia passione per il Giappone, ricordare le persone che mi hanno accompagnata in questo viaggio mi creava una leggera vena di nostalgia.
Ma mi sembra doveroso raccontare la meravigliosa esperienza nella terra del Sol Levante.




Meditazione.Percorso dei fiosofi, Kinkaku ij, Kyoto
E dire che tutto è successo per caso.
Una mattina come tante, di un Natale come tanti, che mi ha riservato questa grande sorpresa.
Afflitta dai miei soliti pensieri universitari ricevo la solita chiamata dal mio (allora) fidanzato (una storia quanto lunga tanto intensa) che mi annuncia che avremmo trascorso sette giorni in Giappone con la sua famiglia.
Sconvolta, felice, ma anche scettica e incredula, accetto l’invito ignara di quello che i miei occhi avrebbero potuto vedere e soprattutto inconsapevole di quello che mi stava per succedere.
È stata fino ad ora l’esperienza più bella della mia vita e spero di poter  ritornare prestissimo in quella terra dalle mille risorse.
   Purtroppo a distanza di anni, non è facile mettere su carta i    miei ricordi e buttar fuori tutta la mia passione e tutti i colori di quel fantastico mondo.
Kinkaku ij (tempio d'oro), Kyoto.
Se solo si potessero fotografare i ricordi verrebbe fuori  non solo un vade mecum per il futuro viaggiatore ma soprattutto un diario fatto di emozioni forti su scala  esageratamente ampia: dalla paura dell’altezza dei grattacieli, alla gioia di far nuove conoscenze, dallo stupore di fronte al Tempio d’Oro all’allegria dei ristoranti tipici.

È proprio vero: il Giappone è tradizione e modernità ed io ho avuto la fortuna di immergermi non solo nella tecnologica di Shinijuku (il quartiere per eccellenza più animato di Tokyo, il quartiere dell’elettronica.la sera è un trionfo di luci e neon colorati, ristoranti, locali e… migliaia di persone in giro.
Vi si trova il “Metropolitan Government”, progettato da Kenzo Tange, un palazzo dall’architettura molto particolare), ma assaporare la tranquillità della tradizione giapponese più a sud e precisamente a Kyoto e Nara.


25 aprile 2008
Dodici ore di viaggio: destinazione Tokyo.
Nell’aereoporto di Narita già senti di aver varcato i confini europei: è come sbarcare in un’altra dimensione.
Già ti pervade l’adrenalina che, come un antidolorifico, attutisce la stanchezza del viaggio.
Migliaia le scritte incomprensibili, nell’aria melodie orecchiabili ma mai sentite, Naruto proiettato sui megaschermi.
 Addirittura le toilettes ti cambiano la vita: sensori iper tecnologici per asciugare le mani e tanto, tantissimo profumo di pulito. (Sfido chiunque a trovare un bagno pulito in un luogo pubblico in Italia)…
Questo solo un assaggio di quello che nei giorni successivi mi avrebbe affascinata.
Tokyo, vista dal 43esimo piano
Ero anni luce lontana dall’Italia eppure stavo bene...  Eppure mi sentivo a mio agio.
Tokyo: liceali in divisa
Ma i giapponesi hanno un difetto: sono troppo curiosi.Potrai trovare conforto nel fatto che ci sono diversi milioni di stranieri che stanno visitando il paese oltre a te, ma questo non basta a fermare le occhiatine curiose che ti accompagneranno per gran parte della durata del viaggio. Niente pregiudizi, sei fisicamente diverso da ognuno di loro e le probabilità che tu sia più slanciato o più “in carne” sono davvero alte.
Tokyo: una citta' che non dorme mai,divertentissima e mai banale.
Assolutamente non banali sono i trasporti pubblici un  vero tormento ma non in quanto a puntualità (i giapponesi sono il top, peggio di un orologio svizzero) quanto a intreccio e soprattutto claustrofobia!
In Giappone si dice che non hai mai veramente vissuto finché non sei stato spinto dentro un treno affollato. E a me è successo. È stato un trauma ma ora, a distanza di tempo ne vado fiera!
Shininjuku, Tokyo



Arrivati dopo solo due ore di viaggio da Tokyo al sud del Giappone con lo Shinkansen (detto treno proiettile per l’alta velocità),mi ritrovo immersa nella vera tradizione del Sol Levante.

Kyoto, particolare casa giapponese
Welcome in Kyoto town! 
Si trova nella regione del Kansai che è quella che ha più luoghi da visitare.
Questa città è  considerata il cuore culturale del Giappone con più di duemila templi e santuari, le casa da thè popolate dalle geishe, donne raffinate che intrattengono gentiluomini facoltosi.
Purtroppo non ho visto di persona le geishe ma ho avuto  l’onore di passeggiare per strada e vedere al mio fianco ragazze in kimono.
Kyoto, ragazze in kimono


Giardino zen

Dopo aver visitato la metà dei templi più avvincenti con annessi i famigerati giardini zen, ci siamo trasferiti nel cuore di Nara, la città sorta attorno a un parco, dove si trova il tempio con una delle statue più grandi del Buddha.

Nara, statua grande Buddha

A Nara ho dovuto abbandonare la mia paura per gli animali implorando la sorte di non essere avvicinata da uno dei cervi che senza grossi problemi bloccano il traffico e vivono tranquillamente tra il parco e l'abitato.
(In Giappone i cervi sono considerati animali sacri).
Ma questo non è accaduto. Ahimè, con non poche palpitazioni cardiache, sono stata circondata da un gruppo di questi strani animali che tutto sono tranne l’incarnazione reale di Bamby…

Proprio in questi posti ho avuto la possibilità di immergermi negli odori della loro tradizione culinaria.
Kyoto, tipico ristorante giapponese

Sono una cliente assidua dei ristoranti giapponesi ma non ho ancora trovato tutte le prelibatezze della loro cucina.
In Italia purtroppo cucina giapponese equivale a sushi e sashimi ma in realtà questi sono solo dei piccoli antipasti prima delle abbuffate (solo per noi occidentali, i giapponesi ordinano sempre porzioni molto piccole) di carne!

Questo è stato il mio Giappone, questo è il mio sogno diventato realtà, questo è molto meno della metà di tutto quello che ho nel cassetto dei ricordi.
Non ci sono parole giuste o sbagliate per descrivere un amore: l’innamorato parla del proprio oggetto del desiderio con il cuore. Allo stesso modo, ho raccontato la mia esperienza e spero un giorno non troppo lontano di rivivere appieno tutte quelle emozioni.
La sensazione di ritornare bambina e passeggiare tra le strade dei miei eroi preferiti…
Dedicato a  M. : resterai per sempre nel mio cuore…

R.N.F.